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Foligno e la via delle abbazie
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MTB 22 - Foligno e la via delle abbazie

Difficoltà
Difficile
Dislivello
700 m
Distanza
26 km
Da Porta Romana, nel centro di Foligno, attraverso gli uliveti e i boschi del Monte Cologna, toccando o lambendo numerosi conventi, abbazie, chiese e borghi caratteristici.
Partenza Foligno
Arrivo Foligno
Distanza 26 km
Dislivello 700 m
Difficoltà difficile
Fondo 60% sterrato, 40% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Assisi, Spello, Santa Maria degli Angeli, Basilica di Rivotorto, Eremo delle Carceri, Parco Regionale del Monte Subasio.


Il chilometraggio non è particolarmente impegnativo, ma la presenza di due importanti salite, il fondo in gran parte sassoso e smosso e i diversi tratti di discesa tecnica rendono questo itinerario adatto a biker con un discreto livello di allenamento e con buone capacità di guida.

Una volta usciti dal centro di Foligno, dirigetevi verso il Convento di San Bartolomeo, arrivando al chilometro 3,8. Qui, lasciate l'asfalto e dopo pochi metri iniziate la prima salita del percorso, che porta quasi in vetta al monte Cologna. Il primo tratto dell'ascesa scorre tra gli uliveti ed è molto impegnativa, con diversi tratti che superano anche il 15% di pendenza. La seconda parte dell'ascesa si sviluppa all'interno di un fitto bosco e, sebbene le pendenze siano un po’ meno severe, risulta estremamente faticosa a causa del terreno sassoso che in alcuni tratti può costringere anche a mettere piede a terra. La vetta della salita si raggiunge al chilometro 11,5, dove si può godere di una bella vista su Foligno e su tutta la valle Umbra. 

Iniziate la discesa prestando sempre attenzione al terreno smosso e al chilometro 12,5 arrivate al caratteristico borgo di Roviglieto, luogo di battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui, potete riempire la borraccia e poi iniziare il tratto più divertente, ma anche più tecnico del percorso. Usciti dal paese, infatti, si inizia a scendere per un ripido sterrato e poco dopo (km 13,7) svoltando a destra, si prosegue su uno stretto single track in cui bisogna procedere prestando estrema attenzione al percorso, perché il sentiero è stretto e avvolto da una fitta vegetazione boschiva.

Terminato il single track, proseguite in discesa prima di affrontare la seconda salita del percorso (km 15,6): è breve, ma abbastanza impegnativa. La salita termina al chilometro 16,3 e da qui si scende verso Foligno, prima su sterrato poi su asfalto. Attraversate Cancellara, passando vicino a Scandolaro, prima di lasciare di nuovo l'asfalto al chilometro 19,3 e imboccare uno sterrato che vi riporta fino a Carpello e poi al Convento di San Bartolomeo, da dove potete ripercorrere la stessa strada fatta all'andata.


Lungo il percorso, o nelle immediate vicinanze, meritano una visita anche la chiesa di Santa Maria in Campis, il Convento di San Bartolomeo, l'Abbazia di Sassovivo e l'eremo di Pale. Sono inoltre. particolarmente caratteristici i piccoli borghi di Scandolaro e Roviglieto, arrampicati tra i boschi e gli ulivi.
Da non perdere: Foligno. Terza città dell'Umbria, il suo centro storico conserva edifici religiosi e palazzi di assoluto pregio tra cui il Duomo, con una facciata secondaria dei maestri Rodolfo e Binello; il Palazzo Comunale e Palazzo Trinci. Una visita è d’obbligo anche alla chiesa romanica di Santa Maria Infraportas; alla chiesa di San Salvatore e all'ex chiesa di San Domenico, oggi sede dell'Auditorium. Notevoli anche l'oratorio della Nunziatella, la chiesa di San Francesco e il duomo di San Feliciano.
 

Assisi, Spello e le dure rampe del Subasio
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MTB 21 - Assisi, Spello e le dure rampe del Subasio

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1100 m
Distanza
34,5
Pedalando nella bellezza travolgente dei paesaggi del Parco Regionale del Monte Subasio, ritemprati nel corpo e nell’anima dalle atmosfere suggestive di borghi affascinanti come Assisi e Spello.
Partenza Assisi
Arrivo Assisi
Distanza 34,5 km
Dislivello 1100 m
Difficoltà difficile
Fondo 60% sterrato, 40% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Assisi, Spello, Santa Maria degli Angeli, Basilica di Rivotorto, Eremo delle Carceri, Parco Regionale del Monte Subasio.

 

Questo affascinante, ma impegnativo percorso prende il via da Piazza Matteotti, nella parte alta di Assisi. L'itinerario, lungo poco meno di 35 chilometri, si caratterizza per la difficile e ripida scalata al monte Subasio, che in alcuni punti presenta pendenze superiori al 20% e perciò è adatta solo a biker con un ottimo grado di allenamento. Chi volesse "alleggerire" in parte le difficoltà del tracciato, può affrontare l'itinerario anche in senso inverso: c'è sempre da scalare il Subasio, ma dal versante di Spello la salita presenta pendenze meno severe.

Lasciando Piazza Matteotti svoltate subito a destra seguendo le indicazioni per il Monte Subasio: uscendo da Porta Cappuccini iniziate immediatamente la salita verso la cima. Visto che la partenza è subito molto impegnativa, si consiglia qualche minuto di riscaldamento, magari visitando il centro di Assisi, prima di iniziare l'itinerario. Dopo 300 metri, appena superata Porta Cappuccini, lasciate l'asfalto svoltando a sinistra e seguite il sentiero n. 50: la prima parte dell'ascesa è sicuramente la più impegnativa e può costringere anche a mettere piede a terra a causa della pendenza e del fondo sconnesso. L'ascesa, che si sviluppa costantemente all'ombra di un fitto bosco, in poco meno di 6 chilometri conduce in località Gli Stazzi, quasi in vetta al Subasio. Qui, uscite dal bosco e attraversate la strada asfaltata, proseguendo sullo sterrato a mezza costa che attraversa l'intera montagna.

A questo punto la parte più difficile dell'itinerario è già alle spalle e il sentiero, che si sviluppa appena sotto la vetta del Subasio, vi ripagherà dello sforzo offrendo panorami assolutamente mozzafiato. Dal chilometro 8,5 al chilometro 12,5 pedalate su un single track prima di reimmettervi sulla strada sterrata che in 5 chilometri di discesa vi conduce a Collepino (km17,4). Qui, tornando sull'asfalto e svoltando a destra, si continua a scendere tra gli ulivi verso Spello, dove una sosta per visitare il centro storico è d'obbligo. 

Da Spello proseguite a destra e al chilometro 22,7 girate a destra in via degli Ulivi, percorrendola fino a Capodacqua (km 25,9). Lasciate di nuovo l'asfalto e iniziate la seconda asperità del percorso che sale tra gli ulivi fino al km 28,4. Da qui, proseguite pedalando in un susseguirsi di saliscendi sempre lungo lo sterrato principale fino al chilometro 30,3. In prossimità di un incrocio, girate a destra e poi subito a sinistra in via Borghettaccio. Al chilometro 30,8 girate a sinistra e reimmettetevi sull'asfalto che in pochi chilometri vi riconduce alla strada principale (km 33) dove, svoltando a destra si risale fino al centro di Assisi.
 

 


La bellezza del paesaggio che caratterizza l'itinerario, che in gran parte si sviluppa all'interno del Parco Regionale del Monte Subasio, vi ripagherà di ogni sforzo. Assolutamente da vedere lungo questo percorso, il centro storico di Assisi, dichiarato dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Qui, potete visitare la Basilica di Santa Chiara, il convento di San Domenico e la splendida Basilica di San Francesco. Appena fuori dalle mura, a dominare la città, c'è la superba rocca Maggiore, ricostruita nel 1367 dal Cardinale Albornoz su una precedente struttura (1174) di un antico castello feudale. Da vedere anche il centro di Spello: pur mostrandosi con caratteristiche medievali, questo borgo ha mantenuto molte testimonianze di quando fu colonia romana, come il teatro, l'anfiteatro, le terme e il cosiddetto Arco di Augusto. Tra gli edifici religiosi è notevole la chiesa di Santa Maria Maggiore (XII-XIII secolo), che racchiude tesori dell'arte come affreschi del Pintoricchio e dipinti del Perugino. Appena fuori Spello poi, si trova Villa Fidelia (XVI secolo), edificata dove un tempo sorgevano il Tempio di Venere, il Teatro e le Terme, che ospita una ricca collezione di quadri, sculture e oggetti di antiquariato.

Cascia: prati e boschi sui monti di Santa Rita
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MTB 20 - Cascia: prati e boschi sui monti di Santa Rita

Difficoltà
Difficile
Dislivello
800 m
Distanza
30 km
Nei dintorni della cittadina di Cascia, al limite sud orientale della regione, attraverso una delle zone più montagnose e incontaminate dell'Umbria, immersi nell’atmosfera rigenerante dei luoghi di Santa Rita.
Partenza Cascia
Arrivo Cascia
Distanza 30 km
Dislivello 800 m
Difficoltà difficile
Fondo 65% sterrato, 35% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Cascia, Norcia, Roccaporena, Parco dei Monti Sibillini.


Il percorso, che inizia pochi metri fuori dal centro di Cascia, si può dividere in due parti: la prima, che quasi sempre in salita conduce fino a Forca di Civita (km 18,5); la seconda che, completamente in discesa, riporta al punto di partenza. I 30 chilometri totali e la lunghezza della salita, che presenta anche passaggi molto impegnativi, rendono quest’itinerario difficile e adatto a persone con un buon allenamento. Se non si ha timore di mettere piede a terra, però, anche i meno allenati possono intraprendere tale percorso: i panorami che avranno modo di scoprire li ripagheranno a pieno delle fatiche.

Usciti da Cascia, pedalate sull'asfalto in direzione di San Giorgio e Agriano, iniziando subito a salire. Al chilometro 3,2, dopo una semicurva sulla destra, lasciate la strada asfaltata e svoltate a destra su una stretta mulattiera facendo molta attenzione perché il bivio non è molto visibile. Da qui, si affronta uno dei tratti più ripidi della salita, che però ci permette di godere una splendida vista su Cascia. 
Il percorso prosegue sempre in salita, anche se alcuni tratti di pianura e lieve discesa permettono di riprendere fiato, fino allo spiazzo conosciuto con il nome di Colonnetta, che si trova al chilometro 9,9. Qui è possibile rifocillarsi alla fonte che si trova sulla destra e ammirare tutta la maestosità dei Monti Sibillini che si possono vedere sulla sinistra.

Proseguite prendendo la prima strada a sinistra e continuate a salire fino al chilometro 12,5. Svoltate a sinistra su un altro sterrato e scendete per qualche centinaio di metri: all'incrocio con l'asfalto proseguite a destra, ricominciando a salire e seguendo poi le indicazioni per Castel Santa Maria, arrivando fino al chilometro 14,6. Dopo la fontanella sulla sinistra, svoltate a destra e in breve si raggiungeranno i ruderi della chiesa di Santa Maria della Neve, distrutta dal terremoto del 1997, ma che ancora conserva alcuni affreschi di pregio. 
Da qui, riprendete a salire: una volta ritornati sull'asfalto in poco tempo si arriverà al valico di Forca di Civita (km 18,5), il punto più alto e più panoramico del percorso. Svoltate sullo sterrato di destra e poi piegate subito a sinistra iniziando la veloce discesa sterrata che conduce verso Cascia. La discesa non è particolarmente tecnica, ma per i più esperti può rappresentare un tratto di grande divertimento poiché permette di raggiungere velocità anche molto elevate.

Al chilometro 23 attraversate il paese di Colmotino dove, girando a sinistra, si ritornerà per qualche chilometro sull'asfalto. Lasciatelo di nuovo al chilometro 25,1, in località Tazzo, svoltando a destra su un sentiero tecnico sterrato: qui, chi vuole può proseguire diritto e rientrare a Cascia su asfalto, altrimenti, al termine del tratto più tecnico prendete a sinistra. In breve tempo si tornerà sull'asfalto e si rientrerà al punto di partenza ripercorrendo a ritroso i primi chilometri dell'itinerario.


Lungo questo percorso, adagiata sul colle S. Agostino e circondata da rilievi che scendono fino al fiume Corno, il borgo di Cascia vi conquisterà. Conosciuta nel mondo come la città di Santa Rita, Cascia è un centro religioso, artistico e culturale, carico di misticismo e spiritualità che offre gioielli di grande interesse come la chiesa di San Francesco, splendido esempio di architettura gotica; la chiesa di Sant'Antonio Abate, originaria del '400 e ristrutturata e modificata in epoca barocca; la collegiata di Santa Maria; la gotica chiesa di Sant'Agostino, posta sulla sommità del colle nei pressi della Rocca. Da vedere anche il Museo Comunale di Palazzo Santi e Palazzo Carli. Inoltre, nei dintorni, al di là delle splendide montagne di questa zona e la natura incontaminata del vicino Parco Nazionale dei Monti Sibillini, meritano una visita il centro di Roccaporena, ricco di ricordi legati a Santa Rita come la casa dove visse, l'orto del miracolo, lo scoglio e il roseto, la villa di San Silvestro (altopiano di Chiavano), con le rovine di un tempio pagano (II secolo a.C.) e importante testimonianza del periodo arcaico.

Il Lago di Corbara e le foreste del Monte Peglia
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MTB 19 - Il Lago di Corbara e le foreste del Monte Peglia

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1000 m
Distanza
40,5 km
Oltre le bellezze di Orvieto, in un itinerario nel Parco Fluviale del Tevere, alla scoperta dei suoi tesori naturalistici racchiusi tra il lago di Corbara e i fitti boschi che ricoprono le pendici del Monte Peglia.
Partenza Orvieto
Arrivo Orvieto
Distanza 40,5 km
Dislivello 1000 m
Difficoltà difficile
Fondo 45% sterrato, 55% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Orvieto, Corbara, Lago di Corbara, Monte Peglia.

 

Questo itinerario parte dal parcheggio antistante la funicolare che da Orvieto Scalo conduce a Orvieto centro, a pochi metri dalla stazione ferroviaria. Una vicinanza che consente di optare anche per la soluzione treno+bici.  Il percorso è abbastanza scorrevole, poiché non presenta tratti particolarmente tecnici o sconnessi, ma il chilometraggio elevato (40 chilometri) e la presenza di due salite impegnative lo includono negli itinerari di livello difficile. 

Partendo dal parcheggio della funicolare, come accennato, si supera il sottopassaggio dell'autostrada per dirigersi verso Ciconia. Alla prima rotonda proseguite verso il Monte Peglia, mentre al chilometro 1,3 girate a destra verso Corbara. Affrontati alcuni saliscendi su asfalto fino al chilometro 5,5, girate a sinistra su uno sterrato ben battuto ed iniziate la prima vera salita, lungo la quale si può godere di belle visuali su Orvieto. La salita termina al chilometro 9,4, girando a destra ed imboccando una veloce discesa che termina al chilometro 13, in corrispondenza della strada asfaltata. Girate a sinistra, superate il piccolo borgo di Corbara e proseguite diritti costeggiando il lago per diversi chilometri. 

Tornate sullo sterrato solo al chilometro 19,3, svoltate a sinistra ed iniziate la seconda salita del percorso, che vede nelle prime rampe proprio il tratto più impegnativo ma che vi introduce alla parte più bella e suggestiva dell’itinerario, giungendo al borgo disabitato di Osa al chilometro 21. Da qui, proseguite ancora in leggera salita tra i boschi, attraversando panorami davvero impareggiabili.

Al chilometro 26 si torna sull’asfalto: girate a sinistra. Poi, in circa 3 chilometri si arriva a Colonnetta, da dove si inizia a scendere. Al chilometro 29,7 abbandonate l'asfalto e imboccate un veloce sterrato che vi porta rapidamente verso valle. La discesa è intervallata da alcuni brevi tratti di asfalto e da brevi ma impegnativi strappetti. Alcuni punti permettono di osservare Orvieto e distinguere all'orizzonte il profilo del Duomo. Qui, prima di tornare al punto di partenza, una sosta per ammirare il panorama è d'obbligo. Terminata la discesa, si torna al punto di partenza in meno di 2 chilometri seguendo le indicazioni per Orvieto.



Questo percorso vi porta attraverso alcune delle innumerevoli bellezze artistiche e naturalistiche dell’Umbria. Scegliendo questo itinerario infatti, potreste scoprire in primo luogo il centro storico di Orvieto e magari la suggestiva Orvieto sotterranea, vero e proprio labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine. In secondo luogo, potrete apprezzare il lago di Corbara e le sue innumerevoli bellezze naturalistiche, tra cui le Gole del Forello, dove il Tevere che si insinua tra alte pareti rocciose di travertino crea scenari stupendi. Infine, da non perdere i fitti boschi ed i panorami che si possono godere dai colli dell'Umbria centrale, ed in particolare dalle pendici del Monte Peglia, da dove si può ammirare una splendida visuale su tutta la regione.

Tra Castiglione e Tuoro lungo il Trasimeno
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MTB 02 - Tra Castiglione e Tuoro lungo il Trasimeno

Difficoltà
Facile
Dislivello
180 m
Distanza
32 km
Facile e adatto a tutti, è un percorso pianeggiante a pochi chilometri dalla riva del lago, tra Castiglione del Lago e Cortona: si snoda tra asfalto, sterrato, ponticelli e una fitta vegetazione.
Partenza Castiglione del Lago
Arrivo Castiglione del Lago
Distanza 32 km (21 nella variante breve)
Dislivello 180 m
Difficoltà facile
Fondo 65% sterrato, 35% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Castiglione del Lago, Tuoro, Lago Trasimeno.

 

Pur non essendo brevissimo, questo itinerario non presenta alcuna difficoltà altimetrica: a Borghetto poi, è possibile inserire una deviazione che permette di ridurre il chilometraggio totale a 21 chilometri.

La prima parte del percorso, in cui si alternano asfalto e sterrato, si sviluppa nella pianura tra Castiglione e Cortona, a pochi chilometri dalla riva del lago. La parte più spettacolare di questo itinerario però è sicuramente la seconda quando, su un fondo stradale quasi completamente sterrato, si imbocca la ciclovia del Trasimeno che scorre a pochi metri dal lago e si snoda tra ponticelli in legno e una fitta vegetazione.

La partenza è fissata dagli impianti sportivi di Castiglione del Lago, città che al ritorno merita una visita accurata, da dove si prosegue sul lungolago. Uscite da Castiglione seguendo le indicazioni per Pozzuolo e per Piana e dopo circa 6,5 chilometri svoltate a destra e lasciate l'asfalto iniziando a pedalare su una serie di stradoni asfaltati.

Tornando sull'asfalto al chilometro 11,5, immettetevi sulla SS 71 e rimanete su questa strada per circa due chilometri prima di svoltare a destra verso Borghetto. Al paese proseguite diritti e superato il passaggio a livello, c’è un breve tratto in salita dopo il quale potete girare a destra sulla strada sterrata che scorre tra gli ulivi, ammirando un bel panorama sul lago. 
Terminata la breve salita girate a destra e poi ancora a destra iniziando a scendere sempre su sterrato. Da qui, superando un casolare ed il sottopassaggio sulla superstrada, in neanche due chilometri si raggiunge la ciclovia del Trasimeno. 

Al chilometro 22,5 si torna a pedalare per un breve tratto sull'asfalto, ripassando per il centro di Borghetto, mentre al chilometro 24,2 svoltando a sinistra e tornando sulla ciclovia del Trasimeno, attraverso una fitta vegetazione e bellissimi panorami, si ritorna a Castiglione del Lago costeggiando da vicino le rive del lago.

 


Questo Itinerario permette di ammirare davvero da vicino il lago Trasimeno, che con i suoi 128 kmq è il quarto d'Italia per estensione. Parco Regionale, la sua superficie circolare incastonata tra morbide colline ricoperte da ulivi e pianure coltivate è di grande interesse naturalistico e costituisce una meta molto ambita per i turisti. 
Il centro storico di Castiglione del Lago, con le sue mura medioevali e le tre porte d'ingresso, merita una sosta ed una visita accurata, anche in virtù della splendida visuale che offre sullo stesso lago. All'interno del paese notevoli sono la Rocca del Leone, fortezza pentagonale di origine medievale, che rappresenta uno dei migliori esempi di architettura militare della regione e il Palazzo della Corgna, elegante dimora gentilizia di natura rinascimentale fatta costruire da Ascanio della Corgna nel 1560 su progetto del Vignola o di Galeazzo Alessi. Altro gioiello nell’area è Tuoro, sempre sulle rive del lago. Qui è affascinante il percorso storico della "battaglia del Trasimeno" del 217 a.C. tra Romani e Cartaginesi, che ricostruisce le fasi salienti della disfatta dell'esercito romano contro i cartaginesi di Annibale.

Orvieto e la via dei calanchi
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MTB 05 - Orvieto e la via dei calanchi

Difficoltà
Facile
Dislivello
400m
Distanza
27 km
Dai piedi di Orvieto verso il centro città, attraversando lo spettacolare scenario dei calanchi, costeggiando il fiume Paglia in un percorso che si snoda su strade sterrate non impegnative.
Partenza Orvieto
Arrivo Orvieto
Distanza 27 km
Dislivello 400 m
Difficoltà facile
Fondo 95% sterrato, 5% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Orvieto, fiume Paglia.

 

Dai piedi di Orvieto verso il centro città, attraversando lo spettacolare scenario dei calanchi, costeggiando il fiume Paglia in un percorso che si snoda su strade sterrate non impegnative. 

Si parte dal parcheggio della funicolare ai piedi di Orvieto, per raggiungere in pochi minuti il centro della città. Il percorso si snoda quasi per intero su strade sterrate non impegnative, risultando piuttosto facile e adatto a tutti ad esclusione di un breve tratto asfaltato nella zona del Castello della Sala e di un tratto in discesa, abbastanza tecnico, che s’incontra subito dopo aver attraversato lo spettacolare scenario dei calanchi: qui, i meno esperti, possono procedere a piedi.

I primi chilometri dell'itinerario costeggiano il fiume Paglia e sono interamente pianeggianti. Il primo strappetto di circa 100 metri si affronta dopo 9 chilometri, ma svoltando a destra si riscende immediatamente e si pedala verso le colline, su prati rigogliosi e all’ombra dei boschi. L'unica salita del percorso inizia dopo 11 chilometri e si conclude circa 2 chilometri più avanti, una volta superata la Chiesa della Sala, da dove si possono ammirare magnifiche vedute sulla valle sottostante e sui vigneti.

Svoltando a destra, continuate a salire per qualche centinaio di metri sulla strada asfaltata, abbandonandola poco dopo (al km 13,4) per girare a destra e iniziare il primo tratto di discesa che conduce nell'affascinante zona dei calanchi. Superate queste incredibili formazioni arenarie raggiungete un antico casale diroccato dove, svoltando a sinistra, inizia il tratto più tecnico della discesa. Poco dopo, superato un prato al km 16,3, svoltate a destra per ritrovarvi di fronte alla parte più ripida: qui, chi è meno esperto per evitare inconvenienti può proseguire a piedi per qualche metro.

La discesa si conclude al chilometro 16,7 e riportandovi sulla mulattiera percorsa all'andata, circa un chilometro prima dell'inizio della salita: da qui prendete a sinistra e ripercorrete a ritroso lo sterrato fatto nella prima parte dell'itinerario.

 


Al di là dello spettacolo naturalistico offerto dal passaggio tra i calanchi, le splendide vedute sulla città e sugli immensi vigneti che la circondano, questo percorso è ricco di fascino poiché permette di godere pienamente della bellezza di Orvieto. Dal punto di partenza infatti si può prendere la funicolare e raggiungere facilmente il centro storico della città, tra le più famose dell'Umbria. 

Tra gli edifici più belli che meritano sicuramente una visita annoveriamo il Duomo, opera di Lorenzo Maitani (XIII secolo); la chiesa di San Giovenale; la chiesa di San Giovanni; la chiesa di Sant'Andrea; la chiesa di San Lorenzo de' Arari; la chiesa di San Francesco (XIII secolo) e la chiesa di San Domenico (XIII secolo). 
Tra gli edifici pubblici più rappresentativi, non perdete il palazzo Comunale, il palazzo del Popolo, il palazzo dei Sette ed il teatro Comunale Luigi Mancinelli. 
Immancabile poi è il pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria, profondo 62 metri e formato da due scale elicoidali indipendenti che permettevano di scendere al fondo per prendere l'acqua senza incontrarsi con chi risaliva. Tutta da scoprire è anche la suggestiva Orvieto sotterranea, nascosta sotto la città e formata da un incredibile numero di cavità artificiali che danno vita ad un labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine.

Monte Malbe
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MTB 08 - Corciano e i boschi di Monte Malbe

Difficoltà
Medio
Dislivello
680 m
Distanza
21,3 km
L'itinerario parte dal borgo medievale di Corciano e si sviluppa in gran parte tra i boschi di Monte Malbe, da dove è possibile godere di magnifici panorami sui paesaggi circostanti, Perugia compresa.
Partenza Corciano
Arrivo Corciano
Distanza 21,3 km
Dislivello 680 m
Difficoltà medio
Fondo 45% sterrato, 55% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Corciano, Pieve del Vescovo, Villa Oscano, Capocavallo, Monte Malbe.

 

Il percorso può essere considerato medio-difficile poiché, nonostante non sia molto lungo, è caratterizzato dalla ripida salita che da Capocavallo conduce fino agli oltre 600 metri di altitudine del Monte Malbe e del Colle della Trinità, da dove poi partono innumerevoli sentieri.

Dal parcheggio appena fuori le mura di Corciano, si scende in direzione Ellera e al successivo incrocio (km 1,3) potete svoltare a sinistra verso Umbertide e continuare a scendere. Proseguite diritti fino al chilometro 6,4 dove, in corrispondenza della rotonda, potrete svoltare a destra ed imboccare una strada sterrata. Poco più avanti, tornate sull'asfalto e al chilometro 7,7 girate a destra verso Capo Cavallo e iniziate la salita che diventa sterrata dopo circa un chilometro.

L'ascesa porta fino al convento dei Cappuccini (km 11,5) da dove inizia un divertente, ma non difficile, tratto di single track che vi porta fuori dal bosco in un nuovo tratto di salita su strada sterrata. Superata un'impegnativa serie di saliscendi arrivate al Colle della Trinità, il punto più alto del percorso. Entrate nel Parco del Colle della Trinità e da qui iniziate la discesa asfaltata che vi riporta ai piedi di Corciano: dall'incrocio con la SP 172, ripercorrete l'ultimo chilometro di lieve ascesa per ritornare al punto di partenza.


Lungo questo itinerario, sarete conquistati dal piccolo borgo medievale di Corciano che, all'interno delle sue alte mura, racchiude un dedalo di viuzze, vicoli, torri e scalinate. 
Nel centro del paese, potete ammirare il torrione di Porta S. Maria; piazza Coragino con un bel pozzo del '500; il Palazzo comunale; il Palazzo del Capitano del Popolo e il Palazzo dei Priori; la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, al cui interno è conservata la tavola dell'Assunta del Perugino (1513) ed il Gonfalone di Benedetto Bonfigli, dipinto nel 1472.
A un chilometro dal borgo invece, merita una visita il Castello di Pieve del Vescovo, edificio fortificato a pianta quadrangolare con cortile interno e quattro torri d'angolo. Fu realizzato intorno al XIII sec., ma tra il 1560 ed il 1570 venne trasformato in residenza signorile.
Di grande fascino anche l'ampia area boschiva del Monte Malbe, che si estende sopra l'abitato di Corciano e da cui si possono godere fantastici panorami sul Monte Tezio e Perugia. Da vedere, infine, i castelli fortificati di San Mariano, Solomeo, Chiugiana, Mantignana, Migiana e Capocavallo: a pochi chilometri l'uno dall'altro, mantengono tutti il loro aspetto originario.
 

Lungo il Tevere da Umbertide a Montone
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MTB 09 - Lungo il Tevere da Umbertide a Montone

Difficoltà
Medio
Dislivello
450 m
Distanza
26 km
Dal centro di Umbertide, risalendo lungo il corso del Tevere, verso le colline fino a raggiungere l'affascinante borgo arroccato di Montone, tra i Borghi più Belli d'Italia.
Partenza Umbertide
Arrivo Umbertide
Distanza 26 km
Dislivello 450 m
Difficoltà medio
Fondo 50% sterrato, 50% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Umbertide, Montone, Fiume Tevere, Eremo di Montecorona, Rocca d'Aries.


Il percorso può essere interpretato anche come una prosecuzione dell'itinerario che da Ponte Pattoli conduce ad Umbertide: è incluso tra quelli di media difficoltà per la presenza di diverse ondulazioni lungo l’itinerario e della salita che porta fino al centro di Montone. In ogni caso, ad eccezione di un tratto particolarmente ripido, gran parte dell'itinerario è di facile accessibilità: pertanto, anche i meno allenati, se armati di un po' di pazienza, possono riuscire a portarlo a termine senza troppi patemi.

Partite da Piazza Mazzini e dirigetevi verso il corso del Tevere. Imboccate lo sterrato che risale il fiume in direzione di Montone, pedalando lungo il Tevere per circa tre chilometri. Poi, piegate verso l'interno e raggiungete la strada principale che va da Umbertide a Montone al chilometro 5,5. Qui, girate a sinistra e subito dopo (al km 5,8) svoltate a destra imboccando la strada secondaria verso San Lorenzo. 

Lasciate l'asfalto al chilometro 6,2 imboccando sulla sinistra uno sterrato vallonato che scorre in mezzo ai campi e che, sempre sulla sinistra, vi offre una bella visuale su Montone. Al chilometro 10, al termine di una breve salita, reimmettetevi su una strada asfaltata secondaria che, dopo un breve tratto di discesa, vi riporta sulla strada principale (al km 11,5). 

Prestando molta attenzione al traffico, attraversate la strada e imboccante un nuovo sterrato, iniziando a salire verso Montone: questo è il tratto più difficile dell'itinerario, con gli ultimi metri di sterrato che sono davvero ripidi e costringeranno i meno preparati a mettere i piedi a terra. Una volta tornati sull'asfalto (km 12,3), la salita si fa molto più dolce e in poco più di un chilometro conduce alle porte di Montone. Da qui, riscendete per l'asfalto verso Umbertide e riprendete lo sterrato al chilometro 18,7, svoltando a destra dopo un tornante a sinistra. 

Da questo punto in poi, il percorso è sempre in pianura tra un dedalo di stradine, alternando asfalto e sterrato, fino a tornare sul lungo Tevere (km 23) per ripercorrete la prima parte dell'itinerario, tornando in Piazza Mazzini, a pochi metri dalla Rocca medievale e dal centro della città di Umbertide.


Oltre al centro storico di Umbertide con la sua superba Rocca medievale, lungo questo itinerario approfittate per vedere anche il castello di Civitella Ranieri, non lontano dalla città. Notevoli anche gli aspetti paesaggistici, caratterizzati dal fiume Tevere e da colline ancora ricoperte da una vegetazione incontaminata. 
Da non perdere lo splendido centro fortificato di Montone, tra i Borghi più Belli d’Italia e bandiera Arancione del Touring Club Italiano. L'edificio di maggior pregio della città è la chiesa di San Francesco (XIV secolo) con una navata e abside poligonale. Sempre nel centro storico, nell'ex convento di Santa Caterina, si trova l'archivio Storico Comunale, uno dei più importanti dell'Umbria per il ricco patrimonio documentario.
Altro importante edificio religioso è la pieve di San Gregorio, la chiesa più antica di Montone, costruita intorno al 1000 in stile romanico-bizantino. Dal borgo potete ammirate anche un magnifico panorama sulle valli sottostanti e poco fuori del centro abitato di Montone merita una visita la Rocca d'Aries, imponente castello da poco restaurato.
 

A due passi da Perugia per il giro di Monte Tezio
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MTB 10 - A due passi da Perugia per il giro di Monte Tezio

Difficoltà
Medio
Dislivello
670 m
Distanza
25 km
A pochi chilometri dal centro di Perugia, dalla chiesa di Cenerente proseguendo intorno al Monte Tezio, immergendosi in uno scenario straordinario fatto di magnifici panoramici sulle vallate sottostanti.
Partenza Cenerente (Perugia)
Arrivo Cenerente (Perugia)
Distanza 25 km
Dislivello 670 m
Difficoltà medio
Fondo 60% sterrato, 40% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Corciano, Perugia, Antognolla, Parco del Monte Tezio.


Il chilometraggio è alla portata di tutti, ma anche se non vi sono salite proibitive, la lunga ascesa che conduce a Migiana di Monte Tezio insieme ai molti saliscendi che caratterizzano l'interno percorso, lo rendono piuttosto impegnativo. 

Si parte dalla chiesa di Cenerente, imboccando la strada asfaltata che va verso Migiana di Monte Tezio e superando il castello dell'Oscano . Dopo circa 1,5 chilometri iniziate a salire leggermente, continuando sulla strada asfaltata fino al chilometro 5,6 e svoltate a sinistra sullo sterrato che conduce a Migiana di Monte Tezio, una stupenda terrazza naturale (al chilometro 7,5). 

Proseguite a mezza costa in mezzo al bosco per diversi chilometri, mantenendovi sempre sulla sinistra fin dopo il chilometro 11 fino ad imboccare una ripida discesa che riporta sulla strada asfaltata ai piedi del castello dell'Antognolla. Su questo tratto, prestate attenzione alla catena tesa di traverso sulla strada.

Svoltate a sinistra e percorrete per circa 1 chilometro la trafficata SP 169 e poi, in corrispondenza di San Giovanni del Pantano, girate ancora a sinistra e imboccate un nuovo tratto sterrato in salita seguendo le indicazioni verso Pieve Pietroia. Pedalate per diversi chilometri a mezza costa, affrontando alcune rampe piuttosto dure, finché non raggiungete il parcheggio del Parco del Monte Tezio (km 18,2), altro splendido punto panoramico.

Qui, i più allenati possono anche continuare a sinistra e salire, seguendo diversi sentieri segnati, fino a raggiungere la cima del monte. Altrimenti, il nostro itinerario continua attraversando il parcheggio nella sua parte alta ed imboccando lo sterrato sulla sinistra che porta all'inizio della discesa. Al chilometro 19,6, in piena discesa, svoltate secchi a sinistra e continuate a scendere. In prossimità di un gruppo di case tenete la destra e proseguite sempre in discesa fino a rincontrare la strada asfaltata al chilometro 23, quindi svoltate a destra per tornare al punto di partenza in due chilometri.
 


Percorrendo questo itinerario, il Monte Tezio (961 metri) vi offrirà la possibilità di godere di splendidi panorami sulla valle del Tevere, da un lato, e verso il Monte Acuto e Castel Rigone, dall'altro. Il Parco del Monte Tezio è situato a circa 10 chilometri a nord di Perugia e si estende per 135 ettari. Al confine tra i territori di Corciano, Perugia ed Umbertide, i fianchi del monte sono coperti da fitti querceti di roverella, quercia e olmo, nonché da pinete di diverse specie di conifere. Da vedere in questo percorso anche il borgo arroccato di Capocavallo: prima villa e poi, dal XV secolo, castello fortificato, al suo interno ospita un particolare campanile rococò. Dell'antica fortificazione sono ancora visibili parti di mura e resti di una porta castellana.
 

La Romana, i Molini di Galgata e Montelabate
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MTB 11 - La Romana, i Molini di Galgata e Montelabate

Difficoltà
Medio
Dislivello
700 m
Distanza
29,5 km
Dalle boscose colline del capoluogo umbro andando verso Gubbio: una variante medio-difficile all'itinerario che da Perugia risale il Tevere fino a Ponte Pattoli, passando nei pressi di Ramazzano.
Partenza Ramazzano le Pulci
Arrivo Ramazzano le Pulci
Distanza 29,5 km
Dislivello 700 m
Difficoltà medio - difficile
Fondo 65% sterrato, 35% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Perugia, Civitella Benazzone, Abbazia di Montelabate, Molino di Galgata.

 

Lungo la SP 175 Tiberina Nord, l'itinerario prende il via da Ramazzano e si sviluppa nella parte nord-est di Perugia, verso la città dei Ceri. Il percorso di 29,5 chilometri è caratterizzato da due salite principali, una lunga e pedalabile; l'altra breve ma molto ripida. 

Partiti da Ramazzano imboccate la SP 175 verso Casa del Diavolo e al primo incrocio (km 1,2) svoltate a destra in direzione di Piccione e Montelabate. Al chilometro 2,9 girate a sinistra iniziando la salita verso la splendida Abbazia di Montelabate, al chilometro 5,1. Da qui proseguite ancora in salita seguendo il sentiero n. 202, ammirando gli splendidi panorami sulle valli sottostanti e raggiungiamo località Belvedere (km 11,2), dove terminano lo sterrato e la salita. 

Pedalate per pochi metri sulla SS 298, prestando attenzione al traffico, e al chilometro 11,8 svoltate a sinistra imboccando un nuovo sterrato in discesa. Qui, proseguendo diritti per qualche chilometro e poi svoltando a destra in direzione di Biscina, ci si può immettere anche sulla Via di Francesco, altrimenti iniziate la discesa tenendo sempre la sinistra e seguendo le indicazioni per Galgata, fino a raggiungere Molino di Galgata, località nel territorio di Gubbio, da osservare sulla destra proprio sul fondo valle.

Qui iniziate la seconda salita prevista dal percorso: si tratta di uno strappo più breve di un chilometro, ma con pendenze che raggiungono anche il 20% e costringeranno i meno allenati a mettere piede a terra. Terminata la parte più ripida (km 16,6), svoltate a sinistra e proseguite sullo sterrato principale iniziando alcuni chilometri vallonati e tenendovi sempre sulla sinistra. 

Usciti dal bosco, sulla destra potete ammirare il paese arroccato di Civitella Benazzone. Al chilometro 24,9 invece, si torna di nuovo ai piedi dell'Abbazia di Montelabate dove termina lo sterrato: qui, svoltate a destra e ripercorrete a ritroso il percorso già pedalato, per ritrovarvi sulla prima parte dell'itinerario fino a Ramazzano.
 


Da questo percorso, in pochi chilometri si può raggiungere il centro di Perugia, come già illustrato nell'itinerario con partenza da Ponte San Giovanni. 
Inoltre, come accennato, la costruzione più importante da visitare nella zona è sicuramente l'Abbazia di Santa Maria di Valdiponte, meglio conosciuta come Abbazia di Montelabate. Si tratta di un complesso monastico Benedettino situato a nord di Perugia e fondato tra il IX ed il X secolo. Tra la bellezza paesaggistica di tutti i luoghi toccati da questo itinerario, sicuramente è imperdibile un giro nel piccolo borgo arroccato di Civitella Benazzone.

Le vie del Sagrantino e i panorami di Montefalco
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MTB 12 - Le vie del Sagrantino e i panorami di Montefalco

Difficoltà
Medio
Dislivello
650 m
Distanza
24,5 km
Un itinerario di media difficoltà per scoprire le bellezze del centro storico di Montefalco, nel fascino dei territori circostanti ricoperti di vigneti e uliveti e il gusto di un vino di qualità come il Sagrantino.
Partenza Montefalco
Arrivo Montefalco
Distanza 24,5 km
Dislivello 650 m
Difficoltà medio
Fondo 60% sterrato, 40% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Montefalco, Fabbri, Trevi, Bevagna, Giano dell'Umbria, Madonna della Stella.

 

Il percorso si sviluppa quasi interamente tra asfalto e ampie strade sterrate, presentando solo un brevissimo tratto più tecnico e sconnesso. Le salite non sono particolarmente lunghe o impegnative, ma il susseguirsi di saliscendi alla fine lo rendono faticoso, soprattutto per chi è meno allenato.

Uscite dal centro storico di Montefalco e iniziate a scendere verso Camiano, da dove si prosegue in discesa fino al chilometro 2,4. Svoltate a destra e imboccate un largo sterrato che vi porta verso Fabbri. Qui, svoltate ancora a destra, appena prima del cimitero, pedalando per alcuni chilometri in una suggestiva strada campestre che scorre tra i vitigni fino ad arrivare ai piedi di Turrita. Tornati sull'asfalto (km 7,6) girate a sinistra e dopo 600 metri svoltate a destra affrontando lo strappo asfaltato di Turrita, che rappresenta la prima asperità impegnativa dell’itinerario. Da qui, proseguite diritti percorrendo ancora qualche chilometro di asfalto e attraversate la strada principale in direzione di Cortagnone, per tornare sullo sterrato al chilometro 10,3. Qui inizia il tratto paesaggisticamente più bello del percorso, con un ondulato sterrato che supera un susseguirsi di colline ricoperte da vitigni e lascia spaziare lo sguardo tra i Monti Martani (a sinistra) e Montefalco (a destra). 

Al chilometro 15,5 lasciate lo sterrato principale e svoltate sullo sterrato di destra affrontando un breve tratto di discesa e poi una salita piuttosto ripida. All'incrocio con l'asfalto proseguite a destra verso Casale. Qui, dopo la chiesa, girate a sinistra e imboccate un altro sterrato in discesa. Questo è il tratto più tecnico e sconnesso del percorso, ma con un po’ di cautela anche i meno pratici lo possono percorre. In ogni caso, arrivati a questo punto, i meno allenati potranno anche proseguire diritti per rientrare al punto di partenza in pochi chilometri di asfalto, seguendo le indicazioni per Montefalco. In alternativa, al termine della discesa, dopo aver superato un breve tratto tra una fitta vegetazione, si riprende a salire fino all'incrocio con l'asfalto al chilometro 19,5, poco prima di Pietrauta. Qui si potrà rientrare direttamente a Montefalco oppure allungare ulteriormente il percorso affrontando un paio di sterrati che portano fino a Montepennino, da dove si risale fino alle mura di Montefalco e si torna al punto di partenza.


Questo itinerario permette di scoprire le bellezze del centro storico di Montefalco, famosa per il suo pregevole centro storico e per la sua fortunata posizione che, grazie agli splendidi panorami, gli è valsa l'appellativo di "Ringhiera dell'Umbria". Probabilmente però, più di tutto il resto, quello che ha fatto conoscere nel mondo questo borgo sono i suoi vigneti e la qualità del suo vino, il Sagrantino di Montefalco.
Immersi nelle morbide colline, ricoperte di uliveti e vigneti, tra le numerose cantine dove è possibile fermarsi per degustazioni di vino e prodotti tipici, gli edifici che meritano una visita a Montefalco sono sicuramente la chiesa di San Francesco, oggi Museo, costruita dai frati minori conventuali tra il 1335 ed il 1338; la Pinacoteca, con opere di Francesco Melanzio, Antoniazzo Romano e dipinti di scuola umbra dal ‘300 al ‘700 e la cripta, con reperti archeologici ed altre sculture e frammenti di varie epoche. Il borgo è ancora racchiuso nella cinta muraria duecentesca ed è dominato dalla chiesa di Sant'Agostino, costruita insieme al convento nella seconda metà del XIII secolo. A pochi chilometri da Montefalco poi sorge Foligno, terza città dell'Umbria, che conserva edifici e palazzi di assoluto pregio, come il Duomo, la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas, la chiesa di San Salvatore, l'ex chiesa di San Domenico e l'oratorio della Nunziatella.

Da Paciano a Città della Pieve per il Monte Pausillo
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MTB 14 - Da Paciano a Città della Pieve per il Monte Pausillo

Difficoltà
Difficile
Dislivello
850 m
Distanza
33 km
Nell'estrema parte occidentale dell'Umbria, attraverso borghi di grande interesse come Paciano, Città della Pieve e Panicale, in un percorso gratificante dal punto di vista naturalistico, artistico e culturale.
Partenza Paciano
Arrivo Paciano
Distanza 33 km
Dislivello 850 m
Difficoltà difficile
Fondo 70% sterrato, 30% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Paciano, Città della Pieve, Panicale, Monte Pausillo.

 

Il chilometraggio e il dislivello ne fanno un itinerario da classificare tra quelli medio-difficili. La partenza è fissata dal centro di Panicale, in Piazza della Repubblica, da dove si inizia a scendere verso valle. Lasciato l'asfalto si imbocca lo sterrato che, superati i sottopassaggi della ferrovia e della statale, riporta alla strada asfaltata ai piedi di Villastrada.

Proseguite diritti affrontando un breve strappo sterrato. Poi, dopo una veloce discesa, incrociando la SS 71 al chilometro 11,1, svoltate a destra in direzione di Chiusi. Subito dopo, lasciando la statale al km 11,4, svoltate a sinistra iniziando la prima salita del percorso: uno splendido sterrato che si sviluppa dapprima in mezzo al bosco, poi tra vitigni e campi coltivati fino a San Litardo dove, immettendosi sulla SS 71 Nord, si continua a salire verso Città della Pieve.

Al chilometro 18,5 arrivate a Città della Pieve, centro di origine etrusco-romana, dove potete fermarvi per una visita. Ripartite in direzione del campo sportivo e una volta terminato l'asfalto proseguite in discesa su di uno sterrato piuttosto sconnesso. Terminata la discesa pedalate per alcuni chilometri all'interno di una stretta valle fino a quando non incrociate la SP309 (km 24), da attraversare imboccando lo sterrato dalla parte opposta. In questo punto inizia la seconda e più impegnativa salita del percorso.

Molto ripidi e sassosi, i primi 200 metri possono costringere a mettere piede a terra; il prosieguo della salita invece risulta meno impervio. Si pedala per diversi chilometri immersi nel bosco e poi, avvicinandosi alla cima, la visuale si apre e permette di ammirare scenari mozzafiato in cui, nelle giornate più limpide, è possibile distinguere anche l'Abetone. La salita si conclude a pochi metri dalla vetta del Monte Pausillo (km 29,5). Da qui inizia la discesa verso Paciano: un tratto tecnico da percorrere con particolare attenzione. 

Dopo i primi metri, svoltate a destra e risalendo brevemente, imboccate a sinistra lo stretto single track all'interno della pineta. Appena fuori dalla pineta, svoltate a sinistra e riprendete lo sterrato principale che in pochi chilometri vi riconduce fino al centro di Paciano.


Lungo il percorso, godetevi il potere rigenerante dei boschi del Monte Pausillo, approfittando dei panorami stupendi che si aprono sul lago Trasimeno e su tutte le valli circostanti, con una visuale che arriva fino al Monte Amiata e che, nelle giornate più limpide, abbraccia anche l'Abetone. Meritano una visita anche i borghi attraversati dall’itinerario. Il centro storico di Paciano, ad esempio, è tra i Borghi più Belli d'Italia per il notevole patrimonio ambientale ed artistico, è racchiuso in una cinta muraria trecentesca con torri e tre porte d'ingresso e si erge in un territorio ricco di boschi di lecci, querce e castagni. Il borgo medievale di Panicale è invece adagiato sulle colline del lago Trasimeno da dove si può godere di splendide vedute sul panorama lacustre e sulla valle del Nestore. All'interno del paese degni di nota sono il Palazzo del Popolo, la Collegiata di San Michele, il complesso di San Sebastiano e il Teatro Cesare Caporali. Imperdibile Città della Pieve: antico centro etrusco-romano, ha mantenuto intatta gran parte della sua struttura antica. Tra gli edifici di maggior pregio ci sono il Duomo, che conserva le opere di due grandi pittori, il Perugino ed il Pomarancio; la chiesa di Santa Maria dei Bianchi, dove si trova la straordinaria Adorazione dei Magi del Perugino; la Rocca (1326), con cinque torri; il palazzo della Corgna (XVI secolo); palazzo Bandini (XVI secolo); palazzo della Fargna (XVIII secolo), sede del Comune, e palazzo Baglioni, del XVIII secolo.

Spoleto e il Bosco Sacro di Monteluco
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MTB 16 - Spoleto e il Bosco Sacro di Monteluco

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1080 m
Distanza
25 km
Una fitta rete di sterrati, sentieri e impegnativi single track immersi in un ambiente naturale estremamente vario: imperdibile e straordinaria bellezza lungo un itinerario ideale per gli amanti della MTB e del trekking.
Partenza Monteluco di Spoleto
Arrivo Monteluco di Spoleto
Distanza 25 km
Dislivello 1080 m
Difficoltà difficile
Fondo 70% sterrato, 30% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Spoleto, Monteluco, Convento di San Francesco, Bosco Sacro.

 

Un itinerario impegnativo adatto solo ai ciclisti più esperti per le difficoltà altimetriche, per l’esistenza di discese tecniche e passaggi che richiedono molta attenzione, ma anche per la presenza di persone che percorrono a piedi i sentieri nell’area, specialmente nel tratto in discesa che da Patrico porta a Spoleto, e alle moto da enduro che salgono in senso contrario.

Il punto di partenza è il Convento di San Francesco: una volta scesi verso il prato di Monteluco imboccate a destra il sentiero n. 1, entrando ben presto in un divertente single track nel bosco che, tra le altre cose, ricalca anche la Via di Francesco. Al chilometro 1,3 uscite dal bosco e svoltate a sinistra imboccando la strada asfaltata in salita: qui inizia l'ascesa che conduce a Patrico, che è tra l’altro l'unico lungo tratto asfaltato di questo itinerario. 

Arrivati a Patrico, al chilometro 6,7, passando tra le case, imboccate una ripida e sconnessa discesa seguendo il sentiero n. 6. In questo punto, prestate particolare attenzione perché il bivio non è facilmente individuabile. Caratterizzata da pietre e da tratti molto sassosi, questa discesa è decisamente difficile nei primi chilometri: richiede molto impegno e concentrazione. Solo al chilometro 11,3, lasciando il sentiero n. 6 e proseguendo sullo sterrato a destra, la discesa si fa più facile e rilassante.

Si arriva a valle al chilometro 13,8: qui, reimmettetevi sull'asfalto girando a destra e subito dopo svoltate ancora a destra per salire verso Monteluco. Lasciando di nuovo l'asfalto al chilometro 15,4, imboccate uno stretto single track facendo estrema attenzione allo strapiombo presente sulla sinistra. Questo tratto conduce nei pressi del Ponte delle Torri, da dove, chi vuole, può raggiungere in pochi metri il centro storico di Spoleto. In alternativa, proseguite sul single track seguendo le indicazioni per il sentiero n. 3 che in questo tratto diventa praticamente pianeggiante e offre una magnifica vista sul Ponte delle Torri, la Rocca Albornoziana e il centro di Spoleto.

Al chilometro 17,2 svoltate a destra seguendo sempre il sentiero n. 3 che, però, in questo tratto si fa più ripido e impegnativo e scorre sempre tra una fitta vegetazione. Al chilometro 19,6 svoltate a destra lasciando il sentiero n. 3 e seguite le indicazioni (frecce arancioni) per il percorso MTB n. 4 iniziando il tratto più impervio e difficile dell'itinerario. Pedalando prima su uno sterrato molto ripido che può costringere anche a scendere; proseguendo poi su uno stretto e ripido single track avvolto dalla vegetazione che per diversi tratti costringerà a salire a piedi, si arriva sulla strada asfaltata che da Patrico conduce a Monteluco al chilometro 21,8. Da qui, terminato il tratto più impegnativo, potete tornare al punto di partenza ripercorrendo il percorso fatto all'inizio dell'itinerario.


Una rigogliosa vegetazione e la varietà dei percorsi praticamente infinita presente nell’area di Monteluco rendono questo itinerario davvero interessante: con il suo Bosco Sacro (area ricoperta da una fitta vegetazione di leccio sempreverde) e il Convento di San Francesco, Monteluco costituisce un luogo ricco di spiritualità, di grande interesse naturalistico per la presenza di fitti boschi dove è possibile ammirare anche bellissimi panorami sulle zone circostanti, dalle Valle Umbra alla Valnerina. Assolutamente da vedere lungo questo percorso il centro storico di Spoleto, a solo 8 chilometri da Monteluco. Tra le più belle cittadine del centro Italia, la “Città dei due Mondi” conserva evidenti influssi di epoca romana, mantenendo comunque intatta la struttura di epoca medievale. Il monumento più importante è il Duomo, ma interessanti sono anche la chiesa di Sant'Eufemia, la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, l'abbazia di San Ponziano, la chiesa di San Domenico; la chiesa di San Nicolò e il palazzo Comunale; la chiesa di San Paolo Inter Vineas (X secolo), con un importante ciclo di affreschi del 1200, e la chiesa di San Pietro, eretta nel V secolo, con una splendida facciata scultorea romanica ornata con straordinari bassorilievi. Sopra la città si erge l'imponente Rocca albornoziana, realizzata a partire dal 1352 che domina anche il superbo Ponte delle Torri.

Da Orvieto a Todi intorno al Lago di Corbara
Bici da strada

STRADA 30 - Da Orvieto a Todi intorno al Lago di Corbara

Difficoltà
Difficile
Dislivello
2000 m
Distanza
87 km
Sulle colline che sovrastano il bacino artificiale di Corbara, attraversando due città d'arte d’importanza mondiale come Orvieto e Todi, immersi in scenari e paesaggi di grande interesse naturalistico.
Partenza Orvieto
Arrivo Orvieto
Distanza 87 km
Dislivello 2000 m
Difficoltà difficile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada, ibrida
Da vedere in zona Orvieto, Todi, Civitella del Lago, Baschi, Lago di Corbara.

 
Il percorso è caratterizzato da numerose salite e, pur non presentando pendenze impossibili, è adatto a ciclisti esperti e ben allenati, come testimoniano i 2.000 metri di dislivello in 90 chilometri. La partenza è collocata di fronte alla chiesa di Ciconia, ai piedi della rupe di Orvieto, da dove ci si muove in direzione di Todi e del Monte Peglia. 

Dopo poco più di 1,5 chilometri inizia subito la prima salita del percorso, quella che in circa 8 chilometri conduce a Colonnetta di Prodo: rampe pedalabili che permettono di godere di stupende vedute su Orvieto prima e sul lago di Corbara poi. Dopo circa 4 chilometri di discesa si riprende a salire, superando il borgo antico di Prodo e arrivando fino a quota 616 metri, immersi in una natura incontaminata tra boschi e pascoli, lontani dal traffico e da rumori molesti. Da qui inizia una lunga discesa verso la valle del Tevere che conduce all'incrocio con la SS448 (km37,5), dove bisogna svoltare a sinistra verso Todi.

Dopo soli 300 metri girate a destra (ancora in direzione di Todi) e iniziate a salire verso il centro della città: al chilometro 40,5, chi vuole può continuare a salire per un altro chilometro fino al centro storico di Todi, città d'arte che merita una visita, altrimenti girate a destra scendendo in direzione di Fiore ed Izzalini.

Al termine della discesa (km 43) proseguite in direzione di Izzalini e Fiore prima e Montecchio e Civitella del Lago poi, iniziando una lunga salita che, seppure intervallata da brevi tratti di discesa e falsopiano, ci conduce in oltre 15 chilometri a quota 740 metri (km 61). Qui, svoltate a destra ed iniziate a scendere verso Civitella del Lago, suggestivo borgo famoso soprattutto per la sua posizione panoramica sul lago di Corbara.

Una volta visitato il centro iniziate a scendere verso Orvieto, arrivando sulle sponde del lago, dove, all'incrocio con la SS448 bisogna girare a sinistra seguendo ancora le indicazioni per Orvieto.

Al chilometro 75, superata la diga, lasciate la strada principale e girate a destra verso il piccolo paese di Corbara (che dà il nome al lago), effettuando un suggestivo passaggio proprio ai piedi della diga. A Corbara svoltate a sinistra in direzione di Orvieto e attraverso una strada vallonata e poco trafficata in poco più di 10 chilometri tornate di nuovo a Ciconia, da dove è poi possibile salire fino al centro storico di Orvieto, famoso per il Duomo, il pozzo di San Patrizio e moltissimi altri capolavori artistici.


 


Orvieto è una delle città più famose del centro Italia e dispone di un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell'Umbria. Pedalando su questo itinerario, potrete fare una sosta e visitare: il Duomo, una delle più maestose realizzazioni dell'architettura italiana, opera di Lorenzo Maitani (XIII secolo), la chiesa di San Giovenale, la chiesa di San Giovanni, la chiesa di Sant'Andrea, la chiesa di San Lorenzo de' Arari, la chiesa di San Francesco (XIII secolo) e la chiesa di San Domenico (XIII secolo), che conserva il monumento funebre al Cardinal de Braye di Arnolfo di Cambio. Tra gli edifici pubblici più rappresentativi: palazzo Comunale, palazzo del Popolo, palazzo dei Sette ed il teatro Comunale Luigi Mancinelli. Singolare la visita al pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria profondo 62 metri, è formato da due scale elicoidali indipendenti che permettevano di scendere al fondo per prendere l'acqua senza incontrarsi con chi risaliva. Sotto la città si nasconde la suggestiva Orvieto sotterranea, dove un incredibile numero di cavità artificiali danno vita ad un intricato labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine. Appena fuori dalle mura la necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo (IV-V secolo a.C.) con tombe a camera costruite con blocchi di tufo e identificate con il nome del capostipite inciso sull'architrave. Lungo l'itinerario attorno al lago meritano una visita i borghi di Prodo, Montecchio, Baschi e soprattutto Civitella del Lago, famosa per la sua posizione panoramica che la rende una vera terrazza sul lago di Corbara. Da apprezzare, inoltre, le infinite bellezze naturalistiche, tra le quali si distinguono in particolare le Gole del Forello, con il Tevere che si insinua tra alte pareti rocciose di travertino creando scenari stupendi. A Scoppieto, notevole la fabbrica di ceramica romana del I secolo rinvenuta nei pressi del lago: scoperta di recente, l'area archeologica fu un importante centro di produzione romano di ceramiche e terrecotte che, attraverso il Tevere, venivano trasportate fino a Roma da dove, passando per il Mar Mediterraneo raggiungevano le città affacciate su di esso.

Valnerina
Bici da strada

STRADA 27 - Fatica vera sui passi a cavallo della Valnerina

Difficoltà
Difficile
Dislivello
2300 m
Distanza
114,5 km
Da Spoleto, verso le cime dell'Appennino Umbro-Marchigiano, tra scorci naturalistici straordinari attraverso la Valnerina e affrontando quattro salite di notevole difficoltà, più per lunghezza che per le pendenze.
Partenza Spoleto
Arrivo Spoleto
Distanza 114,5 km
Dislivello 2300 m
Difficoltà difficile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada
Da vedere in zona Spoleto, Sellano, Cerreto di Spoleto, Poggiodomo, Monteleone di Spoleto, Caso, Sant’Anatolia di Narco, Valnerina.


Il percorso si snoda in gran parte su strade deserte, ma richiede un elevato livello di preparazione, come testimoniano i 114,5 chilometri, i 2.300 metri di dislivello e i quattro colli da affrontare. Si parte dagli impianti sportivi di Spoleto per muoversi verso la via Flaminia, costeggiando la zona militare e prendendo a destra alla rotonda, girando verso il centro.

Alle successive rotonde seguite le indicazioni per San Giacomo e al chilometro 3,5, in località Madonna di Lugo girate a destra imboccando una strada secondaria che porta direttamente ai piedi della prima salita. Al chilometro 6,2 girate a destra verso Fabbreria e iniziate a salire verso il Passo della Spina, una lunga ascesa di 13 chilometri che risale la valle e non presenta pendenze severe. Al termine della discesa proseguite sempre diritti in direzione di Sellano fino all'incrocio con la SS319 (km 27,8); svoltate a destra verso Sellano e iniziate la salita che conduce al Valico del Soglio (km 31), anche in questo caso senza pendenze troppo dure.

Giunti al valico iniziate una lunga e sinuosa discesa che, passando per Sellano, uno dei paesi più duramente colpiti dal terremoto del 1997, conduce fino a Borgo Cerreto e all'incrocio con la SS209 della Valnerina. Qui si può approfittare per fare una sosta lungo il fiume Nera e rifocillarsi un po', visto che i successivi chilometri saranno quasi completamente isolati e immersi nella boscaglia. All'incrocio con la Valnerina (km 46) girate a sinistra verso Visso e al successivo incrocio svoltate a destra verso Monteleone di Spoleto e Gavelli, iniziando la lunghissima salita di Passo Gavelli che, pur considerando qualche tratto di discesa e pianura, misura oltre 15 chilometri.

Le prime rampe sono probabilmente le più impegnative e, guardando sulla destra, permettono di ammirare uno splendido panorama sulla Valnerina e su Cerreto di Spoleto. I successivi chilometri si snodano immersi nella boscaglia e nel silenzio più assoluto. Al chilometro 64,5 s’incontra il borgo di Poggiodomo, il comune più piccolo dell'Umbria. Al chilometro 69,5 girate a destra verso Spoleto e Gavelli, affrontando le ultime rampe della salita; svoltando a sinistra, invece, in pochi chilometri si può visitare il borgo di Monteleone di Spoleto.

Al termine della discesa, superato il centro di Sant'Anatolia di Narco, vi ritroverete sulla SS209: imboccate ancora in direzione di Visso, ma al chilometro 93,5 lasciatela nuovamente girando a sinistra verso Piedipaterno e iniziando l'ultima salita del percorso, quella di Forca di Cerro: dopo i primi tornanti, sulla sinistra, si può scorgere il bel centro di Vallo di Nera, tra i Borghi più Belli d'Italia. Il valico è posto al chilometro 103 e da qui non resta che scendere verso Spoleto e seguire le indicazioni per gli impianti sportivi, dove si fa rientro al chilometro 114,5.

 


Oltre al centro storico di Spoleto e alla sua imponente Rocca Albornoziana, lungo questo itinerario sarete conquistati dalla particolare bellezza dei panorami di cui si può godere tra i rilievi della Valnerina, ancora in gran parte isolati e incontaminati e caratterizzati dal passaggio delle fresche e pescose acque del Nera. Molto bello il borgo arroccato di Cerreto di Spoleto, nel cui centro storico, che conserva i tratti di natura medievale, si possono ammirare interessanti edifici religiosi come l'ex monastero di S. Giacomo, attualmente sede dell'Archivio Storico Comunale e del Cedrav (Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra). Notevoli anche la chiesa di S. Maria De Libera, di epoca rinascimentale, la chiesa di S. Maria Annunziata e la chiesa del Castello. Suggestivo è poi il centro montano di Monteleone di Spoleto, il cui gioiello è la Biga etrusca, un prezioso reperto archeologico risalente al VI secolo avanti Cristo, ritrovato fortuitamente nel 1902 in una necropoli a pochi chilometri dal paese (località Colle del Capitano), dove era deposta in una tomba a tumulo. La prestigiosa biga è oggi conservata nel Metropolitan Museum di New York: a Monteleone è visibile una copia a grandezza naturale custodita nei sotterranei del complesso monumentale di San Francesco. Da visitare anche Poggiodomo, il comune più piccolo dell'Umbria, e soprattutto i borghi fortificati di Caso, Sant'Anatolia di Narco e Vallo di Nera, quest'ultimo inserito tra i Borghi più Belli d'Italia.
 

Sui Monti Martani e nella Città dei Due Mondi
Bici da strada

STRADA 26 - Sui Monti Martani e nella Città dei Due Mondi

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1200 m
Distanza
83,5 km
Tra boschi, vigneti, uliveti, campi di grano e girasoli, in un percorso vallonato che da Spoleto arriva alle colline dei Monti Martani, toccando borghi di grande interesse storico e artistico.
Partenza Spoleto
Arrivo Spoleto
Distanza 83,5 km
Dislivello 1200 m
Difficoltà difficile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada, ibrida
Da vedere in zona Spoleto, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Montecchio, Monti Martani, Massa Martana, Acquasparta.


Questo itinerario, così come il percorso STRADA 27, parte dagli impianti sportivi di Spoleto e si sviluppa nel cuore dell'Umbria, sulle colline dei Monti Martani, attraversando borghi di grande pregio come Giano dell'Umbria e Massa Martana. Presenta anche numerose zone di interesse naturalistico e scorci paesaggistici tipici di questa zona della regione. 

Dirigetevi verso la via Flaminia costeggiando la zona militare: alla rotonda prendete a sinistra in direzione di Castel Ritaldi. Al semaforo girate a destra, affrontando uno dei pochi tratti trafficati dell'itinerario. Al chilometro 3, arrivati a San Venanzo, svoltate a destra in direzione di Protte lasciandovi il traffico alle spalle. Superando Protte, all'incrocio con la SP457 girate a sinistra, toccando Beroide e Castel San Giovanni e al chilometro 14, arrivati a Bruna, iniziate la breve salita che conduce al caratteristico borgo di Castel Ritaldi.

Terminata la discesa, all'incrocio proseguite diritti ricominciando a salire verso Torregrosso e Colle del Marchese, tra uliveti e campi di grano e con una splendida visuale sulla Valle Umbra. Al termine della discesa, a Bivio Moscardini, imboccate a sinistra la SP451 e dopo pochi metri girate ancora a sinistra in direzione di Giano dell'Umbria, che si raggiunge al chilometro 30 dopo aver superato circa 5 chilometri di ascesa. Proseguite in direzione del Monte Cerreto e attraverso una tortuosa strada che si snoda ai piedi del Monte Martano, tra uliveti e una fitta pineta, toccate il suggestivo castello di Castagnola e arrivate all'incrocio con la SS316: qui, girate a sinistra in direzione di Massa Martana.

Ricominciate a salire leggermente fino al Valico di Viepri (km 42) per poi scendere verso Massa Martana, dove potete fermarvi per una sosta ristoratrice. Continuate a scendere fiancheggiando i resti dell'Antica via Flaminia fino a Massa Martana Scalo e poi girate a sinistra verso Acquasparta.

Arrivati ad Acquasparta (km 59), seguite le indicazioni per Spoleto ed imboccando la SR418 iniziate la salita più impegnativa di giornata, quella che in circa 6 chilometri immersi nel bosco conduce al Valico di Firenzuola. Da qui, scendete verso Spoleto, entrate a Baiano per evitare un po' di traffico e al chilometro 81,4, alle porte di Spoleto, girate a sinistra verso San Niccolò imboccando la stretta strada che costeggia il canale. Al successivo incrocio girate a destra e al semaforo attraversate la strada principale, andando diritti per imboccare Via Visso, ripercorrendo a ritroso la prima parte dell'itinerario fino agli impianti sportivi.

 


Percorrendo questo itinerario potete visitare il centro storico di Spoleto, una delle più belle cittadine del centro Italia, che accanto ad evidenti influssi di epoca romana, mantiene intatta la struttura di epoca medievale. Il monumento più importante della Città dei due Mondi è il Duomo, ma interessanti sono anche la chiesa di Sant'Eufemia, la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, l'abbazia di San Ponziano, la chiesa di San Domenico e la chiesa di San Nicolò ed il palazzo Comunale. Di grande interesse la chiesa di San Paolo inter vineas (X secolo), con un importante ciclo di affreschi del 1200, e la chiesa di San Pietro, eretta nel V secolo, con una splendida facciata scultorea romanica ornata con straordinari bassorilievi. Sopra la città si erge l'imponente Rocca albornoziana, realizzata a partire dal 1352. Nei dintorni, di grande interesse naturalistico e spirituale il Bosco sacro di Monteluco, con una fitta vegetazione di leccio sempreverde. A Massa Martana, nei cui pressi vi sono ancora molti resti di epoca romana, da vedere la Chiesa di San Felice, dedicata al patrono della città, la Chiesa di San Sebastiano, ed il Palazzo Comunale del '500.
Poco fuori del centro s’incontrano la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di Santa Maria della Pace con l'esterno completamente rivestito in travertino. Da visitare anche i suggestivi centri di Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Montecchio, situati alle pendici dei Monti Martani, che si distinguono per la loro bellezza paesaggistica ma anche per la ricchezza di bellezze storiche e artistiche.
 

Tra la Valle del Nestore e il Monte Peglia
Bici da strada

STRADA 25 - Poca pianura tra la Valle del Nestore e il Monte Peglia

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1600 m
Distanza
94 km
Attraversando la valle del Nestore fino al Monte Peglia, pedalando in un paesaggio collinare e prevalentemente agreste, tra piccoli borghi e castelli nel Cuore Verde d’Italia.
Partenza Marsciano
Arrivo Marsciano
Distanza 94 km
Dislivello 1600 m
Difficoltà difficile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada
Da vedere in zona Marsciano, Compignano, Montegabbione, Montegiove, Monte Peglia, Pornello, San Venanzo.

 

Con i suoi 1.600 metri di dislivello in 94 chilometri, questo è uno degli itinerari più impegnativi tra quelli proposti. Viste le continue difficoltà altimetriche e la poca pianura, necessita di rapporti adeguati e si rivolge solo a ciclisti allenati, ma non poteva essere escluso vista la bellezza dei paesaggi attraversati, in particolare nella valle del Nestore e tra Piegaro e il Monte Peglia, dove la strada si sviluppa in mezzo ai boschi, in territori in cui ancora l'intervento dell'uomo è quasi impercettibile.

Si parte dal centro sportivo di Marsciano, città famosa per la lavorazione del laterizio. Dirigetevi verso San Venanzo e poi verso il centro della città, girando a sinistra sulla SP376 in direzione di Migliano e Morcella. Giunti al bivio per Morcella girate a sinistra verso Migliano, iniziando la salita e proseguendo sulla SP340 fino al bivio per Mercatello, pedalando in un paesaggio collinare e ancora prevalentemente agreste.

Al chilometro 11 girate a destra verso Mercatello, passando di fronte all'antica fornace di Compignano e superato il paese proseguite fino ai piedi di Spina, che si raggiunge al chilometro 19 dopo aver superato un chilometro di salita piuttosto impegnativo. Continuate in direzione Castiglione della Valle e da qui proseguite verso Tavernelle sulla SS220, dove occorre prestare attenzione a causa del traffico. Superata Tavernelle continuate diritti fino al chilometro 43, girate a sinistra verso Piegaro e iniziate la salita che conduce fino a Monteleone di Orvieto.

Da qui, dopo una ripida discesa e una salita altrettanto erta, si arriva a Montegabbione, dove è possibile fare una sosta prima di svoltare a sinistra sulla SP57 in direzione di Montegiove, strada che scorre per molti chilometri in mezzo ai boschi e lontano dal traffico. Questo è il tratto più difficile dell'itinerario, dove bisogna superare diversi saliscendi ed in particolare le salite di Montegiove e Pornello, ma la bellezza dei paesaggi attraversati ripaga ampiamente della fatica.

Al chilometro 76 si conclude la salita che da Pornello porta quasi in vetta al Monte Peglia. Qui, prendete a destra verso San Venanzo e Marsciano. Un chilometro dopo, all'incrocio con la SS317 girate a sinistra verso Marsciano e, passando per San Venanzo, in 15 chilometri di discesa tornate di nuovo al punto di partenza. Chi invece ha ancora un po' di forze nelle gambe, può girare a destra e percorrere altri sette chilometri per terminare l'ascesa al Monte Peglia, da dove poi si può tornare indietro per la stessa strada riscendendo fino a Marsciano.

 


Quest’itinerario permette di farvi scoprire le bellezze naturalistiche dei colli dell'Umbria centrale, ed in particolare del Monte Peglia, da dove si può godere una splendida visuale su tutta la regione. A Marsciano invece, non perdete la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, patrono della città, il Palazzo Comunale, costruito nel 1871, il Teatro della Concordia, lo splendido Palazzo Battaglia, arricchito dalle decorazioni del pittore futurista Geraldo Dottori. In questo borgo, il maggiore centro umbro di produzione del laterizio, ha sede anche il Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte, un museo diffuso che si articola sul territorio percorrendo i luoghi della civiltà contadina, artigianale ed industriale. Lungo l'itinerario meritano attenzione gli antichi castelli fortificati di Montegabbione, Monteleone di Orvieto e Montegiove, nonché i piccoli centri abitati di Pornello e San Venanzo. Nei pressi di Montegiove degno di nota è il suggestivo Convento francescano della Scarzuola, fondato da San Francesco d'Assisi nel 1218.
 

L’atmosfera unica dell’Appennino Umbro-Marchigiano
Bici da strada

STRADA 22 - L’atmosfera unica dell’Appennino Umbro-Marchigiano

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1550 m
Distanza
82 km
Da un incantevole centro medievale umbro come Montone fino alle vette dell’Appennino Umbro-Marchigiano, in un percorso impegnativo affascinante, immerso nel verde e intriso di storia.
Partenza Montone
Arrivo Montone
Distanza 82 km
Dislivello 1550 m
Difficoltà difficile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada
Da vedere in zona Montone, Città di Castello, Pietralunga.


La partenza di questo itinerario è a Montone, centro medievale che conserva ancora intatto tutto il suo fascino e il suo passato ricco di storia. Dopo aver superato Città di Castello, il percorso va verso le cime dell'Appennino Umbro-Marchigiano, affrontando due salite di notevole difficoltà. I luoghi attraversati sono straordinari, ma la difficoltà dell'itinerario lo rende adatto solo a ciclisti esperti e con un livello di preparazione elevato e richiede l'uso di rapporti adeguati, visto che l'ascesa che parte da Apecchio presenta tratti con pendenze superiori al 10%. Ricordiamo che la parte centrale dell'itinerario si sviluppa lontano da centri abitati importanti e dunque è opportuno portare sempre con sé un kit per le riparazioni di emergenza della bici.

Si parte dallo stadio di Montone, appena fuori le mura della cittadina: iniziate a scendere in direzione di Montecastelli e Città di Castello per una strada ombreggiata e ricca di tornanti. All'incrocio con la SS3bis girate a destra verso Città di Castello, che si raggiunge dopo circa 17 chilometri quasi interamente pianeggianti.

Alla periferia della città girate a destra in direzione di Pietralunga e subito dopo ancora a sinistra seguendo le indicazioni per l'ospedale: in questo modo eviterete il traffico del centro di Città di Castello e seguendo le indicazioni per l'ospedale vi ritroverete sulla SS257 che conduce a Fano.

Alla rotonda girate a destra e iniziate la salita di Bocca Serriola, ascesa molto lunga ma con pendenze che non superano mai il 6%. Dal valico, che segna il confine tra Umbria e Marche, riscendete per la valle del torrente Biscubio fino ad Apecchio (km 45), girate a destra verso Pietralunga, iniziando il tratto più selvaggio, affascinante, ma anche difficile dell'itinerario. La seconda salita del percorso, infatti, che si snoda tra prati e fitti boschi, presenta tratti con pendenze superiori al 10% che esigono un ottimo livello di preparazione e l'uso di rapporti molto agili. 

La salita termina al chilometro 54, ma prima di iniziare la discesa bisogna affrontare ancora 3 chilometri vallonati. La picchiata inizia al chilometro 57,5 e richiede particolare prudenza, poiché il primo chilometro è ripido e molto tecnico. Al chilometro 58 girate a destra e reimmettetevi sulla SP201, dove la discesa diventa più dolce e in 5 chilometri conduce a Pietralunga. Da qui, proseguite diritti in direzione di Umbertide, con la strada che continua a scorrere in mezzo ai boschi e tira sempre leggermente a scendere facilitando il ritorno verso Montone. Al chilometro 78,5 abbandonate la strada principale e girate a destra verso Montone, in cui si ritorna dopo 3 chilometri di salita ombreggiata e non particolarmente difficile.

 


Arroccato sulla sommità di un piccolo colle, lo stupendo centro storico di Montone, uno dei Borghi più Belli d'Italia, apre questo percorso pieno di siti d’interesse da non perdere. L'edificio di maggior pregio da vedere a Montone è sicuramente la chiesa di San Francesco (XIV secolo) con una navata e abside poligonale. Sempre nel centro storico, nell'ex convento di Santa Caterina, si trova l'archivio Storico Comunale, uno dei più importanti dell'Umbria per il ricco patrimonio documentario. Altro importante edificio religioso è la pieve di San Gregorio, la chiesa più antica di Montone, costruita intorno al 1000 in stile romanico-bizantino. Poco fuori del centro abitato merita una visita la Rocca d'Aries, imponente castello da poco restaurato. Da vedere anche il nucleo antico di Pietralunga, immerso tra i boschi, e poco lontano il complesso di Candeleto, ampia struttura nel verde, dotata di ogni servizio per il campeggio, il ristoro e la sosta. Sempre a Candeleto si trova il Museo Naturalistico, dove è conservata un'importante raccolta ornitologica.

Dal Tevere al Trasimeno
Bici da strada

STRADA 21 - Percorso duro dal Tevere al Trasimeno

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1380 m
Distanza
70 km
Dal Tevere fino al Lago Trasimeno, tra i paesaggi d’acqua più affascinanti del Cuore Verde d’Italia, in un itinerario impegnativo alla scoperta di bellezze naturalistiche senza tempo.
Partenza Umbertide
Arrivo Umbertide
Distanza 70 km
Dislivello 1380 m
Difficoltà difficile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada
Da vedere in zona Umbertide, Castel Rigone, Passignano, Tuoro, Lago Trasimeno, Montone.

 

L'itinerario, come quello STRADA 02, parte da Piazza Mazzini, nel centro di Umbertide e attraverso due importanti salite mette in comunicazione la valle del Tevere con il Lago Trasimeno. Le strade su cui si sviluppa sono quasi totalmente prive di traffico e i panorami ripagano pienamente della fatica fatta sui pedali. La distanza non è proibitiva, ma la presenza di due salite lunghe (Colle Campana e Valico Gosparini), anche se non ripide, richiede un livello di allenamento elevato.

600 metri dopo aver lasciato Umbertide in direzione Città di Castello, girate a sinistra verso Castel Rigone e Preggio e iniziate le prime rampe: in circa 15 chilometri arriverete ai 750 metri di Colle Campana. Intervallata nel mezzo da un paio di chilometri di discesa, la salita non è ripida ad esclusione dell'ultimo tratto che conduce in vetta, punto in cui si può godere di una splendida visuale: a sinistra, sul Monte Tezio e sull'Appennino Umbro-Marchigiano; a destra, sul lago Trasimeno fino al Monte Amiata. La strada prosegue per alcuni chilometri a saliscendi, un paio dei quali piuttosto impegnativi, fino a Castel Rigone, località che si raggiunge al chilometro 18. Qui è possibile fare una sosta per rifocillarsi prima di iniziare la panoramica discesa che conduce lungo le rive del lago Trasimeno.

A fine discesa (km 27) girate a destra in direzione di Passignano, potete fermarvi qui per un caffè e poi proseguire sulla SS75 bis fino a Tuoro: svoltate a destra seguendo le indicazioni per Umbertide e Lisciano Niccone. Da qui iniziano i 6 chilometri di salita che conducono al Valico Gosparini, dove una sosta è sicuramente d'obbligo per godersi la splendida vista sul lago Trasimeno. Da qui, scendete verso Lisciano Niccone e a fine discesa (km 49) girate a sinistra in direzione di Umbertide, iniziando così a pedalare nella valle del Niccone, caratterizzata da geometrici appezzamenti di terreno, ciascuno adibito ad una differente coltura.

A Mengaccini, al chilometro 51, potete riempire la borraccia ad una fontanella sulla destra, operazione possibile anche a Niccone, al chilometro 66,5. Da qui si prende a destra sulla SS3bis e in meno di 4 chilometri si torna al punto di partenza. Chi però volesse allungare l'itinerario, a Niccone può girare a sinistra in direzione di Città di Castello. Circa un chilometro dopo Montecastelli si lascia la SS3bis girando a destra verso la cittadina medievale di Montone che si raggiunge dopo circa 4 chilometri di tornanti in salita: la bellezza e il fascino di questo antico borgo valgono sicuramente la fatica supplementare, anche perché da qui, seguendo le indicazioni per Umbertide, si ritorna al punto di partenza in meno di 10 chilometri, la maggior parte dei quali in discesa.

 


Oltre al centro storico di Umbertide, questo percorso si caratterizza per la bellezza dei paesaggi che vanno dai caratteri tipicamente montani di Colle Campana e Castel Rigone ai panorami lacustri del lago Trasimeno. A Castel Rigone, da vedere il Santuario di Maria Santissima dei Miracoli, edificato verso la fine del XV secolo da un allievo del Bramante e considerato uno dei migliori esempi dell'architettura rinascimentale umbra. A Tuoro, sulle rive del lago, il percorso storico della "battaglia del Trasimeno" del 217 a.C. tra Romani e Cartaginesi, che ricostruisce le fasi salienti della disfatta dell'esercito romano contro i cartaginesi di Annibale.

Narni, gli Albornoz e i resti romani di Ocricolum
Bici da strada

STRADA 20 - Narni, gli Albornoz e i resti romani di Ocricolum

Difficoltà
Medio
Dislivello
800 m
Distanza
43 km
Da Narni, l’antica e affascinante Narnia, fino alle colline dell'estrema punta sud-occidentale dell'Umbria, toccando altri borghi antichi come Otricoli, Calvi dell'Umbria e Poggio.
Partenza Narni
Arrivo Narni
Distanza 43 km
Dislivello 800 m
Difficoltà medio
Fondo asfalto
Bici consigliata strada, ibrida
Da vedere in zona Narni, Otricoli, Calvi, Poggio, Castello di Narni.


L'itinerario parte da Narni, precisamente dalla Rocca Albornoziana, antico avamposto costruito a metà del XIV sec. collocato sul punto più alto dello sperone dove sorge la città. Da qui, scendete verso il centro di Narni e prendete a sinistra in direzione di Testaccio, piccolo centro che s’incontra al chilometro 2,5. Proseguite in direzione di Roma fino all'incrocio con la SS3 (km 6,5) e girate a sinistra ancora in direzione di Roma. Continuando sui saliscendi di questa strada fino al chilometro 14, svoltate a sinistra verso l'antico centro di Otricoli, famoso per la zona archeologica di Ocricolum, la città romana che si sviluppò lungo il Tevere presso il porto dell'Olio ed i cui resti appartengono in gran parte all'età Augustea.

Superato il centro della città, svoltate a sinistra seguendo le indicazioni per Calvi dell'Umbria: superato qualche tornante in discesa, al chilometro 17 inizia la salita verso Calvi, dove si giunge al chilometro 24,5 e dove ci si può fermare per un ristoro. Qui, oltre a numerose opere artistiche e storiche, pedalando per le vie del paese è possibile ammirare numerosi murales raffiguranti la Natività. Da Calvi ripartite sulla SP18 in direzione di Narni, pedalando per diversi chilometri immersi in un paesaggio surreale, fatto di boschi e silenzio. Al chilometro 30, incontrato l'antico borgo di Poggio, proseguite diritti fino all'incrocio con la SS3 (km 37) e prendete a destra verso Narni, ripercorrendo a ritroso la strada già fatta all'inizio dell'itinerario. Superate Testaccio, arrivando alle porte di Narni al chilometro 42: prima di svoltare a destra e riprendere la salita che conduce alla Rocca (km 43).

 


Pedalando lungo questo percorso si deve assolutamente entrare nel centro storico di Narni, città con oltre 3.000 anni di storia e conquistata dai romani nel 299 a.C. con il nome di Narnia. Visitate le bellezze che riserva, comprese le emozionanti sorprese del sottosuolo nel suggestivo percorso della Narni sotterranea, un paesaggio misterioso racchiuso nel cuore di una città che diventa meta di un itinerario attraverso la storia, l'arte e la cultura delle civiltà del passato con acquedotti, cisterne, cunicoli, cripte e perfino la sala delle torture del Tribunale dell'Inquisizione, con una cella che ancora mostra i graffiti incisi dai prigionieri in attesa di essere condannati. Dell'epoca romana restano il grandioso ponte di Augusto, il ponte Cadona e l'acquedotto della Formina. Al periodo medievale, invece, risalgono opere come la cattedrale di San Giovenale, la chiesa di San Domenico, la chiesa di Santa Maria Inpensole, la chiesa di Sant'Agostino e la chiesa di San Francesco. Stupenda la piazza dei Priori, dove, oltre all'austero palazzo del Podestà, si innalza la loggia dei Priori che mostra la deliziosa Loggia del banditore. Sopra la città svetta la superba Rocca albornoziana, recentemente restaurata, innalzata nella seconda metà del XIV secolo per volere del Cardinale Albornoz. 
A Otricoli da visitare la zona archeologica di Ocricolum, la città romana che si sviluppò lungo il Tevere presso il porto dell'Olio: il complesso dei resti superstiti appartengono quasi tutti all'età Augustea: un Teatro, un Anfiteatro e un imponente costruzione ad arcate che forse sosteneva uno dei monumenti più importanti della città, il Capitolium. A Calvi dell'Umbria, da vedere i murales rappresentanti la natività. opera di noti pittori italiani e stranieri che ogni anno, dal 1982, arrivano a Calvi per affrescare le pareti delle antiche case cittadine in una galleria di dipinti murali che hanno valso a questa cittadina il titolo di "città dei presepi".