Situato nell’estremo nord dell’Umbria, a pochissimi chilometri da Città di Castello e dal confine con la Toscana, San Giustino è uno snodo fondamentale dell’Alta Valle del Tevere: un borgo in cui l’eleganza del Rinascimento si intreccia con una storia decisamente fuori dal comune.
Storia di un borgo di confine
Di probabile origine umbra, le maggiori testimonianze antiche del centro abitato sono però di età romana. Fu proprio nei pressi dell’abitato romano che Plinio il Giovane scelse di edificare la sua celebre residenza di campagna, la villa in Tuscis, attratto dal clima mite e dalla dolcezza del paesaggio collinare.
Dopo un periodo di abbandono e decadenza in seguito alla caduta dell’Impero romano ed alle invasioni barbariche, nel VII secolo l'abitato venne ricostruito sui resti di un’ampia Pieve dedicata a Giustino, uno dei compagni di san Crescentino, evangelizzatore dell’area dell’alta valle del Tevere; entrambi vennero martirizzati nella vicina Pieve dei Saddi, oggi nel comune di Pietralunga. Nel corso del Medioevo, San Giustino divenne feudo dei nobili Dotti, da San Sepolcro. In seguito, fu avamposto difensivo di Città di Castello come feudo dei Bufalini, una famiglia locale di ricchi proprietari terrieri, che vi fece riedificare e abbellire una rocca, e poi dei Vitelli. Nel XVI secolo, infine, entrò definitivamente nell’orbita dello Stato pontificio.
Gli eventi del Risorgimento rafforzarono i legami di San Giustino con Città di Castello, in quanto entrambe furono occupate dalle truppe di Manfredo Fanti nel 1860 e annesse congiuntamente al Regno d'Italia.
Cospaia: la repubblica nata per errore
Il capitolo storico più singolare della lunga storia di questo lembo del territorio umbro risale al 1440: a causa di un errore nella misurazione dei confini tra la Repubblica Fiorentina e lo Stato Pontificio, una striscia di terra di appena 3,3 km² rimase esclusa da entrambi i domini. Nacque così la Repubblica di Cospaia, una leggendaria terra vocata all’asilo di fuoriusciti e priva di tasse che mantenne l'indipendenza fino al 1826. Fu proprio a Cospaia che nel 1575 vennero piantate le prime sementi di tabacco in Italia, utilizzando semi portati dalla Spagna dall'abate Nicolò Tornabuoni e dando origine a una tradizione agricola e industriale che ha segnato la storia economica e paesaggistica dell'intera vallata.
La gemma dell’alta valle del Tevere
Il cuore artistico di San Giustino è indubbiamente il Castello Bufalini. Sorto nel Medioevo come fortificazione militare, fu trasformato nel corso del Cinquecento in un'elegante villa di campagna. Gli interni custodiscono sale finemente decorate da pittori della scuola tardo-rinascimentale, tra cui spicca Cristofano Gherardi, detto il Doceno; ospitano veri e propri capolavori, quali la Madonna e il Bambino con Santi di Luca Signorelli, una Madonna di Andrea del Sarto e altre opere di Guido Reni. La villa è circondata da un magnifico parco monumentale, con fossato, giardino all'italiana e limonaia; il parco custodisce inoltre uno dei rari labirinti di siepi di bosso storici ancora presenti in Italia.
Nell'area circostante, sono stati ritrovati numerosi resti di antiche ville romane: Plinio il Giovane avrebbe risieduto per molto tempo sulla collina che porta ancora il suo nome, Colle Plinio, dove si trovano i resti della Villa in Tuscis, la celebre residenza estiva descritta nelle sue lettere. Gli scavi condotti nell’area della villa hanno svelato i resti di terme private e altri lussuosi ambienti, decorati da marmi pregiati di provenienza orientale.
Presso la vicina località di Celalba si trova Villa Margherini Graziani, uno splendido edificio del tardo Rinascimento (1616), nato dalla conversione di un vecchio castello su disegno dell’architetto Antonio Cantagallina, discepolo del Vasari. Attualmente la villa ospita il Museo Archeologico della Villa di Plinio il Giovane, che conserva materiali e reperti rinvenuti nel corso delle campagne di scavo nell’area della Villa in Tuscis.
A testimonianza della vocazione agricola della zona e dell’importanza della coltivazione del tabacco nel territorio, nel 2004 è stato realizzato il Museo della Storia e Scienza del Tabacco , all'interno dell'ex Consorzio Tabacchicoltori. Primo in Umbria e uno dei pochi in Italia, è stato concepito con lo scopo di preservare e sfruttare il patrimonio storico e culturale connesso alla coltivazione di questa pianta.
Enogastronomia al confine tra due regioni
A tavola, la cucina di San Giustino fonde le tradizioni umbre e quelle tiberine toscane. I piatti forti valorizzano il tartufo fresco (nero e bianco), la pasta fatta in casa tirata al mattarello, i salumi artigianali e la carne di razza Chianina, accompagnati dall'ottimo olio extravergine d'oliva dei colli circostanti.
