Un viaggio alla scoperta delle tracce lasciate dalle grandi famiglie che hanno plasmato la storia e la cultura dell’Umbria. Tra queste, spicca quella dei Vitelli, una delle poche signorie umbre. Tra il XV e il XVI secolo, condottieri come Vitello Vitelli – al servizio prima dei veneziani e poi dei papi – consegnarono alla storia il nome della famiglia, mentre la loro opera di mecenatismo trasformava Città di Castello in un vero gioiello rinascimentale.
Oggi, l’impronta dei Vitelli è ancora evidente in quattro palazzi – ciascuno situato in un rione diverso – e in una residenza minore che custodisce la memoria delle lotte che segnarono l’ascesa della famiglia. Un itinerario che attraversa secoli di storia, arte e potere.
1. Palazzo Vitelli in piazza (o all’Abbondanza)
Affacciato sul lato orientale di Piazza Matteotti, cuore storico del borgo, questo palazzo racconta in sé le diverse fasi della vicenda urbana dei Vitelli.
Il nucleo originario – detto all’Abbondanza – era in origine un magazzino per il grano, come suggerisce il nome. Fu ampliato alla fine del Quattrocento dai figli di Niccolò Vitelli e poi completamente trasformato per volontà di Alessandro Vitelli, nipote di Niccolò, che nella prima metà del Cinquecento ottenne dal Comune il permesso di ampliare sia questo edificio che quello alla Cannoniera.
Il prospetto su piazza Matteotti rivela una chiara ispirazione fiorentina, con il bugnato grigio che si staglia sull’intonaco chiaro. L’architetto resta sconosciuto, ma la mano è certamente quella di maestri toscani. Il cornicione fu aggiunto solo nel Settecento, quando il palazzo era già passato alla famiglia Bufalini. Il lato su via del Popolo conserva invece un’anima ancora medievale, a testimonianza delle stratificazioni edilizie.
All’interno, meritano attenzione:
- il sotterraneo con volte a crociera su massicci pilastri;
- la scuderia coperta da volte sostenute da alte colonne;
- il grande salone al piano superiore, che conserva frammenti di un’alta fascia affrescata, oggi purtroppo poco leggibile.
L’edificio è oggi di proprietà privata, ma la sua mole imponente domina ancora la piazza, a ricordare il ruolo centrale della famiglia nella vita cittadina.
2. Palazzo Vitelli a San Giacomo
Poco distante, sorge Palazzo Vitelli a San Giacomo, costruito nei primi decenni del Cinquecento per Paola Rossi di San Secondo Parmense, moglie di Vitello Vitelli. Rimasta vedova, nel 1528 sposò Alessandro Vitelli, cugino del defunto marito, intrecciando ulteriormente le vicende dinastiche della famiglia.
Il palazzo si distingue per l’eleganza delle sue facciate, impreziosite da finestre in pietra arenaria. All’interno, il cortile a colonnati, la loggia al primo piano e i raffinati soffitti a cassettoni testimoniano il gusto rinascimentale che i Vitelli importarono dai loro contatti con le corti toscane.
Da segnalare anche gli affreschi che decorano alcuni ambienti, frutto della committenza artistica che rese celebre la famiglia.
Oggi il palazzo è sede prestigiosa della Biblioteca Comunale “Giosuè Carducci”, un luogo dove la cultura storica si fonde con la vivacità culturale contemporanea.
3. Palazzo Vitelli alla Cannoniera
Spostandosi nel settore sud-occidentale della città, nel Rione San Florido, si incontra l’imponente Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Si tratta di una delle dimore più celebri volute da Alessandro Vitelli, che qui chiamò i migliori artisti del tempo per dare forma al suo ideale di corte rinascimentale.
La facciata a graffito – rara e preziosa – segue un progetto attribuito a Giorgio Vasari, il quale lavorò a Città di Castello insieme ad altri maestri del calibro di Pontormo e del Doceno.
Oggi il palazzo ospita la Pinacoteca Comunale, la seconda raccolta d’arte più ricca dell’Umbria. Tra i capolavori esposti spiccano:
- opere di Luca Signorelli;
- un celebre dipinto del giovane Raffaello, che in quegli anni lavorava proprio al servizio dei Vitelli.
Una visita qui non è solo un’esperienza artistica, ma anche un viaggio nel cuore del mecenatismo rinascimentale.
4. Palazzo Vitelli a Sant’Egidio
Nel settore orientale della città, nel rione omonimo, si trova l’ultimo e il più sontuoso dei quattro palazzi: Palazzo Vitelli a Sant’Egidio.
Il complesso si affaccia su un incantevole giardino all’italiana, racchiuso per un tratto dalle antiche mura urbiche. Da qui si accede alla Palazzina, costruita attorno a una torre medievale, che conserva intatto il fascino di una residenza pensata per il piacere e la rappresentanza.
Gli affreschi interni raccontano l’intera epopea della famiglia Vitelli, seguendo un programma iconografico unitario. L’intento era dichiarato: “affinché non perisse la memoria del loro nome e del loro valore”. Un desiderio che, ancora oggi, si può dire perfettamente realizzato.
Una tappa supplementare: Casa Vitelli (già Fucci)
A completamento dell’itinerario, vale la pena di soffermarsi al n. 6 di Piazza Magherini Graziani, dove sorge Casa Vitelli, un edificio minore ma carico di storia.
In origine apparteneva ai rivali Fucci, come testimonia il danneggiato stemma araldico (un leone rampante su fondo azzurro) ancora visibile sul portale d’ingresso. La casa passò poi ai Vitelli, che vi apposero il proprio stemma su porte e finestre, accompagnato dal motto filosofico OMNIA CUM, riferimento all’armonia del cosmo.
Tipico esempio di edilizia rinascimentale del Cinquecento, presenta una facciata semplice e raffinata, scandita da cornici marcapiano in arenaria su cui poggiano finestre architravate. All’interno si conservano elementi originari – scala di accesso, porte, camino – profilati in pietra serena.
Ma è la storia a rendere questo luogo particolarmente suggestivo. I passaggi di proprietà rimandano alle lotte tra le fazioni dei “nobili” (Fucci) e dei “popolari” (Vitelli) che sconvolsero la città nel Quattrocento. Il culmine fu raggiunto nella Pasqua del 1468, quando Niccolò Vitelli ordinò la strage dei Fucci e dei Giustini, affermando definitivamente la supremazia della propria famiglia.